
Con il nome “Conto Energia” si fa riferimento ad un programma europeo esplicitato in una direttiva comunitaria recepita nel 2003 in Italia che permette al singolo cittadino o ad un ente/impresa di vendere l’energia pulita prodotta dal proprio impianto fotovoltaico per un periodo che raggiunge i 20 anni e ricevendo mensilmente la cifra corrispondente all’energia venduta.
La differenza rispetto agli altri sistemi di incentivazione risiede nell’erogazione dello stesso. Se solitamente, infatti le agevolazioni si manifestano nella cessione di somme di denaro che aiutano il soggetto a realizzare o ad acquistare qualcosa, in questo caso lo Stato non aiuta nella produzione dell’impianto, ma incentiva la produzione di energia elettrica in sè.
A beneficiare di tale incentivo possono essere sia privati che aziende, più in genere qualsiasi individuo, gruppo o società che voglia guadagnare dal proprio impianto.
“Conto Energia” si presenta come un vero contratto, avente come sottoscrittori il richiedente produttore di energia e il gestore che, invece, tale energia intende acquistarla.
Non tutti gli impianti, naturalmente, sono tali da permettere di aderire a questa iniziativa. Si evita di riportare qui le specifiche richieste e le peculiarità che gli impianti devono avere, dal momento che solo gli esperti potrebbero comprenderli, e si preferisce semplicemente ricordare a chi fosse interessato di chiedere conferma all’azienda che si occupa della progettazione dell’impianto della compatibilità.
E’ opportuno ricordare che al momento della richiesta di presentazione della domanda non è obbligatorio possedere già un impianto fotovoltaico. E’ sufficiente, infatti, che lo stesso sia realizzato entro un anno dalla presentazione della domanda di connessione alla rete del gestore servizi elettrici (GSE) e dalla progettazione preliminare dell’impianto.
Naturalmente il rapporto tra le parti varia a seconda delle esigenze e delle dimensioni dell’impianto. I privati, ad esempio, sono soliti cedere la quota residuale dell’energia prodotta; le aziende, viceversa, possono anche optare per una produzione maggiore, proprio allo scopo di cedere l’energia prodotta.


fonte: www.mutuo-prestito.org/mutuo_prestito_blog.html » Vai al post originale